Busta paga, arriva il salario giusto ed il codice del CCNL diventa obbligatorio
Le novità in materia di salario giusto entrano in busta paga: in via immediata, per i cedolini emessi dal 1° maggio 2026, i datori di lavoro saranno obbligati a indicare il codice del CCNL applicato. L’introduzione delle norme sul salario giusto avrà un impatto immediato per le aziende. Lo prevede l’articolo 11 del decreto-legge n. 62/2026, che disciplina i nuovi obblighi di informazione previsti in fase di assunzione così come nel corso del rapporto di lavoro.
L’obiettivo è favorire i controlli sull’applicazione del trattamento economico complessivo previsto dai CCNL più rappresentativi e la trasparenza nei confronti dei dipendenti.In riferimento al menzionato obbligo:
il codice contratto della FIDEF attributo dal CNEL è T279.
Evidenziamo che il
CCNL della FIDEF, pur non essendo
sottoscritto dalla "triplice" (sic) ha piena validità e può
utilizzare tutti i benefici normativi e contributivi previsti dalla legge (cfr. circ. Ispettorato Nazionale del Lavoro n.
9/2019 e n.2/2020).
La giurisprudenza ha chiarito più volte che conta il
criterio decisivo è la coerenza del contratto con il settore di riferimento e
il rispetto delle tutele minime, non la firma delle confederazioni storiche.
Si evidenzia che la cosiddetta triplice non ha mai
sottoscritto un CCNL specifico del settore,
ma contratti collettivi plurisettoriali, che non si attanagliano alla
specificità del comparto e che, ogni
buon conto, le retribuzioni previste dai citati contratti - ove sia possibile
ipotizzare il raffronto - declaratorie
delle mansioni dei lavoratore e
l’inquadramento retributivo, le retribuzioni non sono di certo superiori a
quelle FIDEF.
Il decreto del 1 agosto introduce, di fatto, il principio inclusivo, dove anche un contratto sottoscritto da sigle sindacali meno rappresentative, se garantiscono il trattamento economico equivalenti a quelli dei contratti lider del settore, che nel nostro specifico settore non esistono, se non quelli plurisettoriali. Il CCNL sottoscritto dalla FIDEFF è l’unico contratto non multisettoriale specifico per tutte le attività corsali libere non regolamentate per apprendimento permanete non formale di Cultura varia,, e regola i diritti, i doveri e la retribuzione minima per i lavoratori dello specifico settore economico.
In concreto il Decreto non
delegittima i sindacati minori, anzi legittima il pluralismo e la libertà sindacale
valorizzando l’intero settore della contrattazione collettiva, ove non ci saia in presenza di contratti cosiddetti pirata che
generano salari inferiori e
tutele ridotte.
Dispositivo dell'art. 2070 Codice Civile
L'appartenenza alla categoria professionale, ai
fini dell'applicazione del contratto collettivo, si determina secondo
l'attività effettivamente esercitata dall'imprenditore [2082, 2195; Cost. 39] Se l'imprenditore esercita distinte attività
aventi carattere autonomo, si applicano ai rispettivi rapporti di lavoro le
norme dei contratti collettivi corrispondenti alle singole attività.
Luca Paladino - Presidene FIDEF