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Obbligo dello “split payment” per cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di enti pubblici,obbligati, a trattenere l’IVA sulle fatture ricevute, nell’effettuae ii pagamento.

Obbligo dello “split payment”

per cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di enti pubblici,obbligati, a trattenere l’IVA sulle fatture ricevute, nell’effettuarne ii pagamento.

Lo split payment è un meccanismo antifrode, la cui concreta applicabilità è correlata all’obbligo di esposizione dell’IVA in fattura, in base alle regole previste dal  dal D.P.R. 633/73
La Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014), pubblicata con GU n°300 del 29 dicembre 2014, ha introdotto un nuovo regime Iva denominato "split payment" da utilizzarsi a partire dal 1°gennaio 2015 in caso di cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di enti pubblici. In data 30 gennaio 2015 è stato firmato il Decreto MEF del 23 gennaio 2015, con cui viene data attuazione a tali disposizioni.
In particolare, il nuovo art.17-ter del DPR 633/1972, introdotto dal comma 629 lettera b) della Legge di Stabilità 2015 ed intitolato "Operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici" sia che agiscano nelle loro vesti istituzionali sia in qualità di enti commerciali. Eccezione espressa nella legge si ha nel caso di compensi per prestazioni di servizi in cui l'ente pubblico, in qualità di sostituto d'imposta, effettua ritenute alla fonte.
Come funziona?
I destinatari delle prestazioni (gli enti pubblici) sono obbligati, a trattenere l’IVA  afferente la fattura ricevuta  ed applicata secondo le regole ordinarie di cui all’art. 18 del decreto IVA (che prevede l’esercizio obbligatorio della rivalsa).
Lo split payment è un meccanismo antifrode la cui concreta applicabilità è condizionata all’esposizione dell’IVA in fattura in base alle regole ordinarie.
I destinatari delle prestazioni (gli enti pubblici) sono obbligati a trattenere l’IVA esposta in fattura secondo le regole ordinarie previoste dal D.P.R. 633/73 .
In buona sostanza l’ente debitore pagherà solo l’importo imponibile e le eventuali spese, ma non l’imposta sul valore aggiunto. Il tributo “trattenuto” nelle proprie casse dovrà essere versato  secondo le indicazioni di legge.

Quanto precede a fronte dei quesiti posti alla nostra Federazione da associati e dalle Scuole Statali  che usufruiscono di servizi di attività corsuali ed esami forniti da parte di Scuole private e da Enti di formazione..

Dott.ssa Marianna Baldini, commercialista

Ufficio Studi FIDEF 

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Facendo seguito ai quesiti 
Come noto, ai fini dell'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto, le operazioni sono classificate in imponibili, non imponibili ed esenti. Le operazioni esenti posseggono tutti previsti per l’assoggettamento all’imposta, ma per vari motivi - che vanno da quelli di carattere sociale a quello di natura puramente economica - sono state sottratte dal legislatore all'ambito applicativo dell'imposta, pur soggiacendo comunque a una serie di adempimenti.
Ciò premesso è nell'ambito dell'articolo 10 del DPR 633/72, che si individuano le operazioni esenti che qui interessano,  dove è individuata l'elencazione tassativa ed il numero 20 così recita, "le prestazioni...didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l'aggiornamento e la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS, comprese le prestazioni relative all'alloggio, al vitto e all…

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ACCREDITAMENTO MIUR PER ENTI DI FORMAZIONE ED ISTRUZIONE

ACCREDITAMENTO MIUR PER ENTI DI FORMAZIONE
A questo link http://archivio.pubblica.istruzione.it/dg_pers_scolastico/enti_accreditati.shtml potrete trovare il nuovo regolamento per accreditarsi con il MIUR in qualità di Ente di Formazione. 
Vi segnaliamo alcune importanti novità: la procedura sarà esclusivamente online;sarà necessario includere il CV di ogni formatore;la scadenza per fare richiesta di accreditamento è il 15 ottobre 2016.
Sull’argomento, la segreteria operativa della FIDEF rimane a disposizione per ogni chiarimento.